Pensieri di gas 10/30/2011
Spesso mi capita nei momenti piu' inattesi, di trovarmi a pensare ad alcune cose simpatiche del passato che per qualche motivo mi riportano con un sorriso alla vita attuale. Ebbene non so se possa essere di grande interesse, ma sentite che assurdità mi ha fatto ridere stasera, riconducendomi poi a sorridere per un ulteriore pensiero, forse un poco piu' profondo. Siamo in macchina e stiamo tornando verso casa dopo una giornata trascorsa a pranzo a casa d'amici. Nell'immenso retro della macchina giace una bombola vuota da sostituire con una piena, quella del gas della nostra cucina. Esatto, qui a Panama non esistono i metanodotti, dunque, è d'uopo comperare una bombola di gas se si vuole cucinare o usare una calderina. Per me, per noi è diventata chiaramente ormai cosa abituale ma poco prima di fermarmi al minimarket di Las Lajas (gestito ovviamente da una famiglia cinese) non so perchè mi viene in mente un aneddoto stupidissimo del passato che m'ispira una battuta di questo tipo: "Belin Erika, da ragazzini ci divertivamo a pigliare bonariamente per il culo un ragazzo mentalmente ritardato piu' grande di noi, mandandolo spesso da una vecchia drogheria gestita da un'anziana signora che esisteva nel quartiere a comprare le cose per noi piu' incredibili e strane, come ad esempio '3 etti di quel gas in offerta' e qui, mia un po', adesso devo ricordare di fermarmi a comprare del gas per davvero...", che non pesa certo 3 etti e non è mai in offerta, nonostante poi non sia per nulla caro. Erika stranamente ride di fronte a sta belinata, forse ne intuisco il perchè ma non ne sono certo e, ad ogni modo, è difficilmente spiegabile. Proviamoci. Ride perchè forse intuisce fra le mie parole pronunciate con aria divertita e comica, il verso delle cose per le quali oggi mi ritrovo a scrivere queste parole assurde da un paese anche abbastanza assurdo distante 10000 chilometri circa dal posto in cui sono nato e dove ho vissuto per 30 anni, un posto che mi sembra sempre piu' lontano, così come questo stesso ricordo mi riporta tanto lontano nel tempo passato. Quelle parole che hanno descritto uno stupido scherzo fatto a un poveretto da una banda di ragazzotti abbastanza scemi come quell'età richiede, molti anni fa, tanti da sembrare un'eternità, rappresentano oggi, guarda un po', la semplice realtà che stavamo cercando e con la quale spesso, non ho ancora del tutto imparato a convivere. Siamo venuti qui a ricercare una semplicità che abbiamo trovato, qualcosa che assomiglia tanto a quella semplicità che animava le nostre giornate di ragazzini scemi e spensierati, ma che come rovescio della medaglia ci richiede una pazienza ed un adattamento al quotidiano che essa comporta. Semplicità non sempre è sinonimo di comodità, talvolta può anzi significare il contrario. Volendo farne poesia a tutti i costi di quanto detto, potrei dire che mi stia semplicemente chiedendo perchè così difficilmente riusciamo a ritrovare quella semplicità che bastava da sola a rendere le nostre giornate felici da ragazzini, ma non è questo il punto. Da ragazzini avevamo semplicità e comodità allo stesso tempo, dovute, almeno nel mio caso, ad una famiglia che bene o male ma si prendeva cura di me. Oggi, nella nostra scelta non è sempre facile ritrovare la comodità all'interno di questa splendida semplicità, perchè siamo adulti e gli adulti si sa, di fronte ad alcune problematiche tendono troppo frequentemente a perdere gli occhi dei bambini, dei ragazzini e perchè no, troppo frequentemente perdono anche gli occhi dell'amore che contraddistinguono la tenera età. Forse è proprio questo il punto allora: l'amore. Pensateci bene: quando siete innamorati di qualcuno o di qualcosa, come lo vedete? Quanti sono gli aggettivi che si possono sprecare per descrivere qualcuno o qualcosa di cui un essere umano può innamorarsi? E quanta semplcità e comodità vediamo in questo qualcuno o qualcosa anche nel caso in cui la persona o l'oggetto dei nostri desideri magari per qualcun altro, ne sia totalmente priva? Ecco perchè rideva Erika forse: ha intuito nel modo scanzonato e comico della mia battuta, una sorta di relax di fronte alle menate del quotidiano di una vita semplice ma allo stesso tempo complicata, che non si riassumono tanto nel cambio di una semplice bombola del gas, ma nel piacere di affrontarle insieme, sereni e innamorati DELLE NOSTRE SCELTE che fino a poco tempo fa sembravano scelte impossibili da fare. Sembreranno parole assurde scritte da un vecchio hippy pazzo, ma sta a vedere che il segreto non sia davvero sempre tutto li in qualunque caso e vita umana. Non c'è un cazzo da fare, se non ami le cose che hai, il loro funzionamento, se non ami le cose che dici e se non ami le cose che pensi, se non ami le persone e gli animali che tutte queste cose le condividono con te, allora probabilmente non ami te stesso o semplicemente quello che ti piace è farti del male. Queste parole non le sta scrivendo un vecchio hippy pazzo, le sto scrivendo io e me ne assumo ogni responsabilità anche di fronte ad insulti, visto che per troppo tempo non mi sono degnato di capire il concetto fino in fondo. Prendemmo per il culo qualcuno che di buon grado accettò di salire le scale che dai giardinetti portavano fino alla drogheria per informarsi se rimaneva un po' di quel gas in offerta, con la sua ingenua SEMPLICITA' dovuta al suo handicap che suo malgrado lo distingueva ma lo rendeva così "tenero" nonostante l'età non lo fosse nemmeno piu' molto ed oggi invece, quelle scale le ho salite io. E non lo avrei mai creduto. Fabio Add Comment | AutoreFabio ArchiviOttobre 2011 Categorie |