La Pepita de Marañon, B&B
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Pensieri di gas 10/30/2011
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Spesso mi capita nei momenti piu' inattesi, di trovarmi a pensare ad alcune cose simpatiche del passato che per qualche motivo mi riportano con un sorriso alla vita attuale.
Ebbene non so se possa essere di grande interesse, ma sentite che assurdità mi ha fatto ridere stasera, riconducendomi poi a sorridere per un ulteriore pensiero, forse un poco piu' profondo.
Siamo in macchina e stiamo tornando verso casa dopo una giornata trascorsa a pranzo a casa d'amici. Nell'immenso retro della macchina giace una bombola vuota da sostituire con una piena, quella del gas della nostra cucina.
Esatto, qui a Panama non esistono i metanodotti, dunque, è d'uopo comperare una bombola di gas se si vuole cucinare o usare una calderina. Per me, per noi è diventata chiaramente ormai cosa abituale ma poco prima di fermarmi al minimarket di Las Lajas (gestito ovviamente da una famiglia cinese) non so perchè mi viene in mente un aneddoto stupidissimo del passato che m'ispira una battuta di questo tipo: "Belin Erika, da ragazzini ci divertivamo a pigliare bonariamente per il culo un ragazzo mentalmente ritardato piu' grande di noi, mandandolo spesso da una vecchia drogheria gestita da un'anziana signora che esisteva nel quartiere a comprare le cose per noi piu' incredibili e strane, come ad esempio '3 etti di quel gas in offerta' e qui, mia un po', adesso devo ricordare di fermarmi a comprare del gas per davvero...", che non pesa certo 3 etti e non è mai in offerta, nonostante poi non sia per nulla caro.
Erika stranamente ride di fronte a sta belinata, forse ne intuisco il perchè ma non ne sono certo e, ad ogni modo, è difficilmente spiegabile. Proviamoci.
Ride perchè forse intuisce fra le mie parole pronunciate con aria divertita e comica, il verso delle cose per le quali oggi mi ritrovo a scrivere queste parole assurde da un paese anche abbastanza assurdo distante 10000 chilometri circa dal posto in cui sono nato e dove ho vissuto per 30 anni, un posto che mi sembra sempre piu' lontano, così come questo stesso ricordo mi riporta tanto lontano nel tempo passato. Quelle parole che hanno descritto uno stupido scherzo fatto a un poveretto da una banda di ragazzotti abbastanza scemi come quell'età richiede, molti anni fa, tanti da sembrare un'eternità, rappresentano oggi, guarda un po', la semplice realtà che stavamo cercando e con la quale spesso, non ho ancora del tutto imparato a convivere. Siamo venuti qui a ricercare una semplicità che abbiamo trovato, qualcosa che assomiglia tanto a quella semplicità che animava le nostre giornate di ragazzini scemi e spensierati, ma che come rovescio della medaglia ci richiede una pazienza ed un adattamento al quotidiano che essa comporta. Semplicità non sempre è sinonimo di comodità, talvolta può anzi significare il contrario.
Volendo farne poesia a tutti i costi di quanto detto, potrei dire che mi stia semplicemente chiedendo perchè così difficilmente riusciamo a ritrovare quella semplicità che bastava da sola a rendere le nostre giornate felici da ragazzini, ma non è questo il punto. Da ragazzini avevamo semplicità e comodità allo stesso tempo, dovute, almeno nel mio caso, ad una famiglia che bene o male ma si prendeva cura di me. Oggi, nella nostra scelta non è sempre facile ritrovare la comodità all'interno di questa splendida semplicità, perchè siamo adulti e gli adulti si sa, di fronte ad alcune problematiche tendono troppo frequentemente a perdere gli occhi dei bambini, dei ragazzini e perchè no, troppo frequentemente perdono anche gli occhi dell'amore che contraddistinguono la tenera età.
Forse è proprio questo il punto allora: l'amore. Pensateci bene: quando siete innamorati di qualcuno o di qualcosa, come lo vedete? Quanti sono gli aggettivi che si possono sprecare per descrivere qualcuno o qualcosa di cui un essere umano può innamorarsi? E quanta semplcità e comodità vediamo in questo qualcuno o qualcosa anche nel caso in cui la persona o l'oggetto dei nostri desideri magari per qualcun altro, ne sia totalmente priva?
Ecco perchè rideva Erika forse: ha intuito nel modo scanzonato e comico della mia battuta, una sorta di relax di fronte alle menate del quotidiano di una vita semplice ma allo stesso tempo complicata, che non si riassumono tanto nel cambio di una semplice bombola del gas, ma nel piacere di affrontarle insieme, sereni e innamorati DELLE NOSTRE SCELTE che fino a poco tempo fa sembravano scelte impossibili da fare.
Sembreranno parole assurde scritte da un vecchio hippy pazzo, ma sta a vedere che il segreto non sia davvero sempre tutto li in qualunque caso e vita umana. Non c'è un cazzo da fare, se non ami le cose che hai, il loro funzionamento, se non ami le cose che dici e se non ami le cose che pensi, se non ami le persone e gli animali che tutte queste cose le condividono con te, allora probabilmente non ami te stesso o semplicemente quello che ti piace è farti del male.
Queste parole non le sta scrivendo un vecchio hippy pazzo, le sto scrivendo io e me ne assumo ogni responsabilità anche di fronte ad insulti, visto che per troppo tempo non mi sono degnato di capire il concetto fino in fondo.   
Prendemmo per il culo qualcuno che di buon grado accettò di salire le scale che dai giardinetti portavano fino alla drogheria per informarsi se rimaneva un po' di quel gas in offerta, con la sua ingenua SEMPLICITA' dovuta al suo handicap che suo malgrado lo distingueva ma lo rendeva così "tenero" nonostante l'età non lo fosse nemmeno piu' molto ed oggi invece, quelle scale le ho salite io.
E non lo avrei mai creduto.
Fabio    

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Ho preso lucciole per…lanterna 10/24/2010
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Guardando il lato positivo.
Troppe vote nella vita e molto spesso di recente in quel di Las Lajas, è capitato di dover guardare un po’ troppo ai risvolti negativi delle cose e degli avvenimenti. Dovrebbe essere finalmente giunta l’ora di lasciarsi alle spalle gli inconvenienti e guardare il futuro attraverso il lato positivo. S’incomincia a farlo guardando l’immensa quantità di lucciole brillare a intermittenza nella vastità dei terreni ricolmi di questi piccoli insetti luminescenti nel buio della notte, partendo dalla proprietà dietro al mio lotto. Il primo pensiero è strano così come il paragone. Ho scambiato il fascio di luce della lanterna sul mare che vedevo dalla finestra quando ero ragazzino, con questo mare di luce che si accende e si spegne sopra il verde dell’erba e il rosso di questa terra argillosa. Non siamo qui adesso a pensare se è stato giusto o sbagliato, bensì a goderci il momento come è giusto che sia, con uno sguardo sempre rivolto al futuro come inevitabilmente il nostro retaggio culturale ci impone, è nel nostro imprinting, non vi è nulla da fare; e allora vediamo un po’ e facciamo il punto, vediamo un po’ cosa ci hanno portato o hanno in programma di portarci prossimamente le lucciole e cosa abbiamo lasciato sotto l’ombra della lanterna. Vi potrebbero raccontare la storia di un uomo chiamato Beto, 43 anni, muratore e pescatore a seconda delle esigenze. Animo gentile, calmo per natura e cultura, educato, ben lungi da essere uno stinco di santo come chiunque altro, instancabile lavoratore, umile padre rispettato di una numerosa famiglia, forse agli occhi dei più nel mondo molto povero, ma con il cuore felice di un ragazzino che si vede battere dagli occhi e che nemmeno il più grande conto in banca della storia può farti comprare. Ancora oggi ho visto i suoi occhi brillare di felicità come le lucciole, a intermittenza, nel momento in cui siamo andati a recuperare non senza fatica il gozzo che abbiamo comprato in comproprietà da un pescatore di Santa Cruz. Una vecchia barca azzurra che necessita come minimo una settimana di lavoro fra ristrutturazione e modifiche, di un nuovo nome e di un restyling a tinte blucerchiate che solo all’idea mi fa già venire i brividi. Si chiamerà Morena, in onore della nostra micia viaggiatrice che ha cambiato la sua vita e porterà i colori più belli del mondo in giro per la baia. Vi sono ancora mille altre storie che potrebbero raccontarvi, ma tutto a suo tempo. Le lucciole qui non smettono certo di brillare come hanno invece già fatto altrove e finalmente le ho riviste dopo moltissimi anni, quando le vedevo con gli occhi di un bambino ai giardinetti del quartiere in misura progressivamente sempre minore col passare del tempo. Forse qui continuano a brillare perché in effetti per molti versi il tempo sembra essersi fermato o chissà…sono venute qui per provare a raccontare qualcosa anche a noi e per restituirci quegli occhi con i quali le guardavamo da bambini e che abbiamo perso già molto tempo fa. Gli stessi occhi di Beto che a 43 anni e nonostante tutto, continuano a brillare come quelli di un bambino.

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Le differenze delle istituzioni locali 08/30/2010
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Ci sono alcune piccole differenze fra le istituzioni locali di Las Lajas e quelle di un qualunque comune italiano. Provate un po’ ad andare a Palazzo Tursi a Genova e chiedere udienza alla sindaca, la “Morta” Vincenzi.
Neppure provando a piangere lacrime di sangue verrete ascoltati e, se per qualche strano motivo lo foste, i vostri sforzi diplomatici risulterebbero comunque vani. Sono abbastanza convinto che la stessa cosa valga per uno qualunque dei sindaci dei piccoli o medio piccoli comuni della provincia.
Volete sapere cosa succede qui?

“Buongiorno, per parlare con la sindaca??”
”Sedetevi pure li, dopo quel signore li è il vostro turno…ma voi siete quelli del rancho in costruzione, vero? ”
“Ehm, si, esattamente, dovremmo far notare alla sindaca che il nostro contrattista è un furfante e sta provando in mille modi a mettercelo nel culo, specie con questo piano di costruzione che ci ha portato dopo svariati mesi dall’inizio dell’opera e non sembra rappresentare per niente la nostra casa e inoltre, sembra proprio che non sia eseguito come la legge della Rep. Di Panama richiede”

Eventuale risposta a Genova: “E quindi?? Saranno un po’ cazzi vostri se vi stanno inculando…la legge italiana?? Ma fatelo abusivo, poi condoniamo…sempre se il governo condonerà ancora, sennò occhio che sarete abusivi per davvero e poi il giorno che abbiamo bisogno di fare cassa il culo ve lo rompiamo sul serio, dipende un po’ da quello di cui avremo bisogno noi comunque, non di certo da quello di cui avete bisogno voi adesso.”

Risposta di Las Lajas: “Si si perfetto, sedetevi pure, che ora la mettiamo apposto, anzi, lo mettiamo apposto quel furfante, visto che fra l’altro pare che non abbia chiesto il permesso comunale per costruire…(e nel frattempo ci facciamo due risate perché una gallina si aggira per il municipio come impazzita e una bimba indigena le corre dietro per acchiapparla! Strano, in comune ero abituato a vedere solo facce tristi e scoglionate...”


Con la sindaca…
…ragazzi ma non potevate chiedere a me per il piano? Io sono un’architetta, “”non una filosofa come la sindaca di Genova”” (frase di fantasia ma più che veritiera).
Tornando al permesso, non esiste.

"State costruendo senza permesso!"
"Ma a noi aveva detto di averlo!"
"E invece non ce l'ha, ma tranquilli, adesso il ragazzo lo pagherà e con una mora di 50 dollari, dopodiché pagherà una multa pari al valore del 25% dell’opera!! (..e qui non abbiamo mica ben capito se è il 25% di quello che vale secondo lei lo stato attuale della costruzione o quello dichiarato a opera finita da lui stesso, visto che non esiste nessuno statino che ne indichi l’esatto valore, ma immaginiamo una cifra non inferiore ai 3000 USD) così lo mettiamo apposto il furfante…"e rivolgendosi alla segretaria…
“Chiamalo per favore e avvisalo”.
“Come posso contattarlo?”, mi chiede la segretaria.
“Ecco il suo cellulare”, e le porgo il mio telefonino con la rubrica aperta al nome Vincente A.
Tempo 25 secondi al massimo e chiamata effettuata. Convocato entro la fine della giornata lavorativa in comune.

Adesso non è per essere puntiglioso, ma la notate la differenza?
Come vedete, ladroni e teste di cazzo sono sparsi per tutto il mondo, ma a differenza di altri paesi sopracitati, qui esistono e funzionano le istituzioni a livello LOCALE.

Io non ci rimetto un dollaro, questo se va bene ha davvero finito di lavorare a Las Lajas e probabilmente in tutto il Chiriquì, visti anche i suoi precedenti poco onorevoli sul piano professionale e quello umano che tutti ben conoscevano, tranne noi italiani, ma che ora ben conosciamo (meglio tardi che mai). Non mi sbalordirei se lo trovassero appeso a una corda da qualche parte uno di questi giorni, sarebbe l’unico gesto ancora carico d’amor proprio e onorevole che potrebbe fare.
Quando fai troppo schifo, anche la terra che calpesti vorrebbe ritrarsi per non toccare i tuoi piedi. Se tutto questo ci fosse capitato in Italia, ci avrebbero tanto per cominciare fermato l’opera, dopodiché dovevo probabilmente affrontare una trafila burocratica e legale spendendo più del costo della casa in avvocati e forse dopo 10 anni, con l’opera a metà e ormai marcita, si sarebbe risolta in una pari e patta, con un ecomostro in più abbandonato sul territorio.

Grazie Panama, grazie Las Lajas per averci dato l’opportunità di risparmiare e di continuare a sognare nonostante una più che lecita inesperienza.
Per la serie abbiamo la botte piena e la moglie ubriaca e l’unico stronzo, sei tu.

Avanti Pepita!


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"Genova è una città bella da ricordare" (F. De André) 08/24/2010
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“L’ultima volta che l’ho vista”…così recita l’inizio di un pezzo celebre solo fra noi sampdoriani. Questa sera  voglio utilizzarlo però come inizio a questo mio pezzo del blog, dedicato fra l’altro a me stesso, alla mia città e agli amici che in essa vivono, sampdoriani e non. Mi manca…so che dovrei scrivere riguardo Panama, il Chiriquì, Las Lajas, ma non riesco proprio in questo momento a non rivolgere un pensiero sentito a Genova, nonostante manchi solo da 62 giorni. Dille che io, che io non l’ho dimenticata mai.
L’ultima volta che l’ho vista è stata appunto poco più di sessanta giorni fa, una rapida occhiata lungo un rapido giro in macchina insieme a papà, andando a prendere Silvia sul lavoro, un semplice lunedì sera di fine giugno, un po' insolito anche per un’atmosfera non ancora troppo estiva come spesso accade invece a fine giugno a Genova. Tanto insolito ai miei occhi in quanto l’ultima sera prima della partenza, fissata per il giorno dopo, ma così usuale invece, con le luci degli ultimi negozi che si spengono in via XX e il porto antico assonnato del lunedì sera che fissa la lanterna ai piedi dei carruggi visto da quella politicamente scorrettissima  strada che è la sopraelevata. Lacrime trattenute a stento. Di li capivo che comunque, un legame di 30 anni non si può spezzare completamente in mezz’ora e che il mio nuovo sogno dopo quello di cominciare una nuova vita a Panama, l’avrei chiarito e messo a fuoco come si deve soltanto 62 giorni dopo…


 L’inizio di questo post potrà sembrare qualcosa di preoccupante, ma vi giuro che così non è. Qui le cose procedono più o meno secondo i piani ed ogni giorno sono sempre più contento d’essere qui, tanto che riprenderei la stessa decisione altre mille volte ancora. Così doveva cominciare questo nuovo temino stasera, innaugurando anche la nuova sezione "Zena". Quando la testa mi riporta troppo frequentemente ad un pensiero, difficilmente riesco ad ignorarla. Come diceva De André,” Genova è una città stupenda solo da ricordare.” Forse nessuno più di me in questo momento riesce a capire esattamente cosa voleva dire. Quel legame non lo spezzi dopo 62 giorni, ma probabilmente neppure dopo 62 mesi così come forse dopo 60 anni. Qualcosa che vedi, senti, riascolti o che semplicemente solo sta nella tua testa, ti riporterà in un attimo da lei, anche se hai scelto di vivere la tua vita lontano dalle sue mura.

Volevo parlarvi anche un po’ di quella che è la mia nuova vita, ma non riesco. Devo quindi chiudere, ma sappiate solo che sono strafelice d’essere qui, di vivere davvero e di non scordare d’avere legato a un piede “quel filo che mi porta dritto a lei e a tutti voi” ogni volta che mi da uno strattone ricordandomi d’esserci sempre. Non lo disdegno e non lo disdegnerò mai.

…qualcuno vorrà sapere qual è, o meglio quale sarà, il mio nuovo sogno dopo (spero di riuscirci) mettermi in pari con quello di vivere al tropico…ovviamente quello di non far passare troppo tempo prima di rivedere il mare…ma il mio mare…

Fabio


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...Impressioni 07/07/2010
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Ciao a tutti, eccomi di nuovo qui!
Il tempo per scrivere sul blog così come quello per rendersi davvero conto di quello che vorrei scrivere per rendere al meglio ciò che mi piacerebbe condividere con chi di caro ha voglia di leggere la nostra storia, sembra essere davvero poco.

Passi la prima mancanza, ma la seconda è strana per me quanto credo lo sia per voi che leggete. Siamo qui già da due settimane ma evidentemente non mi bastano per avere ben chiaro quello che vi vorrei raccontare con il cuore, quello che mi piacerebbe fosse possibile far vivere anche a voi di persona o se non altro, tramite i miei occhi e i miei pensieri. Forse è così soltanto perché le cose stanno procedendo a ritmo abbastanza elevato (non siamo ancora del tutto Pana...però per il momento meglio così, in effetti ci sono un bel po' di cose da sistemare nonostante tutto sembra procedere per un buon verso)
Proviamoci.
Siamo regolarmente iscritti all'ufficio dell'immigrazione di Panama. Questo significa che un giorno non lontano saremo cittadini dell'istmo. Detto così sembra una cazzata, ma posso assicurare che non lo è. Fermandosi a pensarci un po', non è mica cosa da poco, impensabile fino a qualche tempo fa.
Come avete visto dalle foto il cantiere della Pepita avanza, tanto che le foto del 26 giugno sono già vecchiotte, ma presto ne metterò delle nuove.
Il piatto forte della giornata, è di sicuro l'acquisto della macchina. Vedrete che roba!! Una Hyundai Galloper del '96 in perfette condizioni e 95000Km, cambio automatico, 4500$. Uno spettacolo! In Italia ne vendono una del'99 con 235000Km a 5000€...fate voi...Non vedo davvero l'ora di provarla e farvela vedere...non ho mai avuto una macchina mia e esordisco con sta bestia, una specie di tir a prova di bufalo... :D stiamo aspettando l'assicurazione, dovrebbe essere pronta per domani mattina.
E' da lunedì che siamo a Panama città, ma la nostra visita alla big city per affari è quasi terminata fortunatamente...già ci manca la tranquillità, la natura e la playa di Las Lajas e del Chiriquì in generale (scusate se scrivo veloce e alla cazzo ma sono all'internet dell'hotel e non ho un tempo infinito)
Per stasera è in programma un meeting con una tipa di "Western Union" per un primo contatto. Non so assolutamente se la cosa avrà i requisiti per andare in porto o meno, ma potrebbe essere che la Pepita sia la prima agenzia WU Fra David e Santiago, ovvero nell'arco di un bel po' di chilometri, almeno ad un primo contatto la tizia ci è sembrata molto interessata alla zona...
Per il resto che dire...persecuzione Silvio è riuscito a presentarsi di nuovo qui con una delle sue puttane prese a caso dal cilindro...problema è che l'altro personaggio che presiede a Panama, è parecchio suo amico e pare (anzi senza pare) che stia già buttando giu alcune idee del cazzo molto simili a quelle 
del cavaliere.
In primis, una specie d'impunità che vi spiegherò con più chiarezza in futuro nei confronti degli sbirri e un aumento di quella che è l'IVA in Italia dal 5% al 7% che è già in vigore dal 1 di luglio...vi terro' informati.
Bueno...¿que mas?
Ci vediamo presto e mi raccomando, non perdetevi le foto della galloper che presto metterò qui e su facebook...sempre se riesco a portarla intera in Chiriquì!
Ciao! Baci,
Fabio, Erika e Morena (che non vediamo già da lunedi mattina)

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Arrivati! 06/26/2010
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Ed eccoci finalmente arrivati in quel di Panama!
Dopo 3 giorni d'impegni passati nella capitale, fra avvocato, ufficio d'immigrazione e banca siamo di nuovo a Las Lajas.
Fra un po' andiamo su a rivedere la nostra Pepita e a che punto è il cantiere, nonché a salutare il viejo.
Come già detto su facebook, Morena è stata bravissima, si è lamentata soltanto un pochino agli atterraggi e ai decolli...le emozioni precedenti alla partenza sono state forti, però ora possiamo confermare che siamo davvero già contenti d'essere qui. Le cose da fare saranno ancora tante ma non ci fanno paura.
Pensavo d'avere qualcosina in più da raccontarvi al momento, ma forse non è così...ma non c'è problema dai, da adesso in poi le cose da dire saranno moltissime!
A presto!
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Approccio al 22 Giugno 05/28/2010
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Dunque, ufficiale. La partenza è fissata per il 22 giugno salvo inconvenienti.L'adrenalina è alle stelle, la Samp è in Champions Leaguue, i mobili si stanno piano piano svuotando, i documenti sono quasi tutti pronti. L'X-Max l'abbiamo salutato pochi giorni fa non senza tristezza; magra consolazione, l'ha preso un tipo che sembra essere uno abbastanza maniaco delle due ruote che per di più se l'è portato in riviera, ad Alassio. Mica male, andrà a stare meglio anche lui, preferendo sicuramente la località rivierasca alla più monotona e triste tratta degli schiavi "Mura degli Angeli - Sestri Ponente Sfincantieri", mentre Highlander Dink sembra incredibile ma continua a scarrozzarci per Genova in attesa anch'esso d'essere insperabilmente ceduto. Morena pare che se la sia mezza data, capisce che c'è qualcosa che non va in giro per casa...Bocciata l'idea di sedarla con il Killitan per il viaggio. Ci sembra francamente troppo doverlo fare con uno psicofarmaco! Speriamo bene...Che dire...a presto per nuovi aggiornamenti...vediamo se ancora nella sezione Pre Partenza oppure in una successiva...Ciao!
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Pensieri veloci (troppo)...primo post 04/26/2010
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Ebbene, ci siamo quasi.Il tempo scorre in fretta ed il periodo idealmente fissato per la partenza si avvicina a grandi passi. Le emozioni e le sensazioni si rincorrono su e giù fra la testa e il cuore come impazzite. Ad essere sincero credevo fosse più facile dare un lungo "arrivederci" a Genova ed a quella che è stata la mia vita per quasi 30 anni e mancano ancora parecchie settimane alla partenza. Andiamo bene!Ci voleva giusto la Sampdoria a rendere tutto già tanto emozionante e struggente allo stesso tempo (in perfetto Samp style) con le sue grandi vittorie ed una qualificazione Champions che pare stia avvicinandosi davvero, proprio adesso che dalla prossima stagione non potrò più essere così vicino a lei...Maledizione, ogni volta che sento le note di "Lettera da Amsterdam", (dove fra l'altro passeremo prossimamente per raggiungere l'Istmo)la trasformo subito ed irrimediabilmente in una mia personalissima "Lettera da Panama". Ma d'altronde, forse stiamo per realizzare finalmente un sogno tenuto chiuso nel cassetto forse fin troppo a lungo ed il desiderio è così forte da tenere a bada anche le emozioni più forti (poi voglio vedere se ci riuscirà anche con le lacrime quando sarà il momento).Penso ad un sacco di cose continuamente e velocemente, come del resto per conformazione genetica ho sempre fatto. Penso a Morena e al viaggio estenuante che stiamo per chiederle di affrontare (in nome comunque di una buona causa che si spera cambi la vita in meglio anche a lei), al mio impiego merdoso che ho finalmente lasciato dopo aver resistito ben 7 anni, senza dimenticare però che per ben 7 anni mi ha dato da vivere, poco e chiedendo in cambio anche un po' di dignità, ma me lo ha dato. Penso ai pochi amici degni che lasceremo che comunque mancheranno e a Genova, la mia "Superba" spesso al centro di continui mugugni dovuti a settemila motivi che la rendono scomoda, difficilmente vivibile e a tratti snervante, ma che "se ghe pensu" spesso non rendono giustizia alla sua bellezza così intricata ma anche così semplice. Penso ai 5 anni trascorsi in questo appartamento, umile ma pieno di ricordi e passione. La nostra prima casa, arredata con poco, con quello che nel tempo potevamo permetterci, praticamente una filiale dell'Ikea, ma che ai nostri occhi è sempre stata comunque una reggia, specialmente forse a quelli di Morena.Penso anche ovviamente a Panama, a Las Lajas, alla nostra Pepita che spero divenga la nostra casa il più presto possibile e penso al giorno in cui rileggerò questo primo post di questo blog, immaginandomi con il sorriso fra le labbra e lontano anni luce dalla malinconia. C'è una cometa lassù che ci sta indicando la strada da seguire già da un po'...adesso è davvero quasi giunta l'ora di seguirla, non c'è più molto tempo per pensare.
Fabio

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