Le differenze delle istituzioni locali 08/30/2010
Ci sono alcune piccole differenze fra le istituzioni locali di Las Lajas e quelle di un qualunque comune italiano. Provate un po’ ad andare a Palazzo Tursi a Genova e chiedere udienza alla sindaca, la “Morta” Vincenzi. Neppure provando a piangere lacrime di sangue verrete ascoltati e, se per qualche strano motivo lo foste, i vostri sforzi diplomatici risulterebbero comunque vani. Sono abbastanza convinto che la stessa cosa valga per uno qualunque dei sindaci dei piccoli o medio piccoli comuni della provincia. Volete sapere cosa succede qui? “Buongiorno, per parlare con la sindaca??” ”Sedetevi pure li, dopo quel signore li è il vostro turno…ma voi siete quelli del rancho in costruzione, vero? ” “Ehm, si, esattamente, dovremmo far notare alla sindaca che il nostro contrattista è un furfante e sta provando in mille modi a mettercelo nel culo, specie con questo piano di costruzione che ci ha portato dopo svariati mesi dall’inizio dell’opera e non sembra rappresentare per niente la nostra casa e inoltre, sembra proprio che non sia eseguito come la legge della Rep. Di Panama richiede” Eventuale risposta a Genova: “E quindi?? Saranno un po’ cazzi vostri se vi stanno inculando…la legge italiana?? Ma fatelo abusivo, poi condoniamo…sempre se il governo condonerà ancora, sennò occhio che sarete abusivi per davvero e poi il giorno che abbiamo bisogno di fare cassa il culo ve lo rompiamo sul serio, dipende un po’ da quello di cui avremo bisogno noi comunque, non di certo da quello di cui avete bisogno voi adesso.” Risposta di Las Lajas: “Si si perfetto, sedetevi pure, che ora la mettiamo apposto, anzi, lo mettiamo apposto quel furfante, visto che fra l’altro pare che non abbia chiesto il permesso comunale per costruire…(e nel frattempo ci facciamo due risate perché una gallina si aggira per il municipio come impazzita e una bimba indigena le corre dietro per acchiapparla! Strano, in comune ero abituato a vedere solo facce tristi e scoglionate...” Con la sindaca… …ragazzi ma non potevate chiedere a me per il piano? Io sono un’architetta, “”non una filosofa come la sindaca di Genova”” (frase di fantasia ma più che veritiera). Tornando al permesso, non esiste. "State costruendo senza permesso!" "Ma a noi aveva detto di averlo!" "E invece non ce l'ha, ma tranquilli, adesso il ragazzo lo pagherà e con una mora di 50 dollari, dopodiché pagherà una multa pari al valore del 25% dell’opera!! (..e qui non abbiamo mica ben capito se è il 25% di quello che vale secondo lei lo stato attuale della costruzione o quello dichiarato a opera finita da lui stesso, visto che non esiste nessuno statino che ne indichi l’esatto valore, ma immaginiamo una cifra non inferiore ai 3000 USD) così lo mettiamo apposto il furfante…"e rivolgendosi alla segretaria… “Chiamalo per favore e avvisalo”. “Come posso contattarlo?”, mi chiede la segretaria. “Ecco il suo cellulare”, e le porgo il mio telefonino con la rubrica aperta al nome Vincente A. Tempo 25 secondi al massimo e chiamata effettuata. Convocato entro la fine della giornata lavorativa in comune. Adesso non è per essere puntiglioso, ma la notate la differenza? Come vedete, ladroni e teste di cazzo sono sparsi per tutto il mondo, ma a differenza di altri paesi sopracitati, qui esistono e funzionano le istituzioni a livello LOCALE. Io non ci rimetto un dollaro, questo se va bene ha davvero finito di lavorare a Las Lajas e probabilmente in tutto il Chiriquì, visti anche i suoi precedenti poco onorevoli sul piano professionale e quello umano che tutti ben conoscevano, tranne noi italiani, ma che ora ben conosciamo (meglio tardi che mai). Non mi sbalordirei se lo trovassero appeso a una corda da qualche parte uno di questi giorni, sarebbe l’unico gesto ancora carico d’amor proprio e onorevole che potrebbe fare. Quando fai troppo schifo, anche la terra che calpesti vorrebbe ritrarsi per non toccare i tuoi piedi. Se tutto questo ci fosse capitato in Italia, ci avrebbero tanto per cominciare fermato l’opera, dopodiché dovevo probabilmente affrontare una trafila burocratica e legale spendendo più del costo della casa in avvocati e forse dopo 10 anni, con l’opera a metà e ormai marcita, si sarebbe risolta in una pari e patta, con un ecomostro in più abbandonato sul territorio. Grazie Panama, grazie Las Lajas per averci dato l’opportunità di risparmiare e di continuare a sognare nonostante una più che lecita inesperienza. Per la serie abbiamo la botte piena e la moglie ubriaca e l’unico stronzo, sei tu. Avanti Pepita! CommentsPAOLA 08/31/2010 2:06pm
bella lì! mi è piaciuto il tuo racconto, Fà! :O) in culo alla balena x tutto ... saluti dalla Morta ahahahahahah speriamo di arrivare a pepita finita! smack alla comare e mille cokke a morena :O)
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stefania 09/01/2010 5:39am
beh che dire....che dire?? ma vivete un un mondo parallelo? voglio dire esiste davvero un posto così poco complicato? dove chi ha ragione può avere la certezza di farla valere?no,non ci credo, devo vederlo con i miei occhi.hehe!!bene, molto bene!molto contenta per voi.
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Per la Paola: Ma è bastatp male parlare della Vincenzi che stai squirtando di fronte a un pezzo del mio blog?? :)
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Yumi 09/02/2010 11:02pm
hahahah bella storia!! ma le cose non sono cosi' in tutti i posti, anche in America ci sono dei coglioni sopratutto nella pubblica amministrazione !!
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Leave a Reply | AutoreFabio ArchiviOttobre 2011 Categorie |